In primavera si prepara il terreno per la semina.
Si inizia con l'aratura, che smuove la terra in modo da portare in superficie le zolle fresche, che vengono poi sbriciolate e livellate con l'erpice. Poi si forniscono al terreno le sostanze nutritive indispensabili alla crescita delle piante.
A questo punto il terreno è pronto per accogliere l'acqua, attinta dai fiumi o immessa attraverso un'apposita rete di canali d'irrigazione.
Nel nostro Paese, a differenza di alcune zone dell'Africa o dell'Asia, il riso richiede la coltura ad immersione, indispensabile per difendere dalle basse temperature notturne i semi e le giovani piante. Per questo, le nostre risaie sono collocate in terreni la cui bassissima pendenza permette non solo l'allagamento, ma anche il costante controllo del livello dell'acqua, che termina solo al momento della raccolta .
Ora la risaia è pronta per la semina, che avviene nei mesi di aprile-maggio.
A giugno, si procede alla monda: si eliminano cioè le erbe infestanti che sottraggono nutrimento al riso.
Ad agosto, la pianta del riso giunge a maturazione: dalla guaina delle foglie spunta la spiga, che è pronta per la raccolta tra settembre e ottobre.
Moderne mietitrebbiatrici rendono oggi estremamente rapida e sicura la mietitura del riso greggio, che deve essere poi essiccato per l'eliminazione dell'eccesso di umidità.
Questa fase, che un tempo avveniva sulle aie delle cascine e durava due o tre giorni, è oggi affidata a sofisticati macchinari che riducono i tempi a poche ore. |